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Prodotto tipico romanesco
Carciofo romanesco del Lazio IGP(Indicazione Geografica Tipica)
Questa varietà di carciofo, detto anche "cimarolo" o "mammola", è caratterizzata da una forma sferica, compatta, con un diametro superiore ai 10 centimetri, ed è priva di spine. La tipica zona di produzione è il litorale laziale, in particolare la zona di Cerveteri e Ladispoli, così come testimoniano le raffigurazioni di foglie di carciofo in alcune tombe della necropoli Etrusca di Tarquinia. Questo ortaggio è largamente impiegato nella cucina ebraico-romana per preparare i rinomati carciofi alla Giudia, che si presentano aperti come un fiore dopo abbondante frittura, e carciofi alla romana, che vengono invece riempiti con aglio, prezzemolo e mentuccia e cotti a lungo in acqua e vino bianco. Il prodotto è protetto dall'Indicazione Geografica Tipica (IGP) ed è tutelato dal Consorzio per la tutela del Carciofo Romanesco.
Ingredienti
8 carciofi 1 limone aceto sale, pepe olio extra vergine d’oliva
Preparazione
Togliete ai carciofi, le foglie esterne più dure e lasciate un pezzetto di gambo, che priverete della parte dura. Tornite il girello e spuntate la cima. Immergete quindi la verdura in acqua e succo di limone perché non annerisca. Lavateli con dell’acqua acidula e asciugateli. Prendeteli e batteteli contro il tavolo, in modo che il fiore si apra bene e il gambo resti dritto. In questa posizione vanno messi, dopo che sono stati salati e pepati, in un tegame con molto olio, tanto da galleggiare. Quando le parti esterne diventano di colore scuro, con le mani bagnate schizzate un po’ d’acqua fresca per rendere le foglie dei carciofi croccanti. Servite caldi.
Per info su i prodotti IGP (Indicazione Geografica Tipica) visita il sito www.romaincampagna.it
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