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La Garbatella... Il Municipio XI... Un modo garbato per conoscere Roma!
Martedì, 22 Mag 2012
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STIPENDI MUNICIPIO XI A RISCHIO PDF Stampa E-mail

Stipendi dei presidenti e consiglieri municipali, marcia indietro del governo

rivisto il punto della manovra sulla gatuità delle cariche negli enti territoriali

Stipendi salvi, i presidenti di municipio possono tirare un sospiro di sollievo. Il governo Monti alla fine ha deciso di fare marcia indietro e ha cancellato il punto 22 del decreto ‘salva-Italia’: nell’intenzione di tagliare i costi della politica, la norma prevedeva la gratuità delle cariche elette negli enti territoriali non previsti dalla costituzione. E tra questi c’erano appunto i municipi.

Di che cifre parliamo: tra i 2.000 e i 2.500 euro al mese per i minisindaci e 500 euro circa per i consiglieri.
Alla notizia degli stipendi a rischio, i minisindaci – di destra e di sinistra – erano sobbalzati sulla sedia, protestando contro la decisione del governo.

Il presidente del XI municipio Andrea Catarci, tra i primi a dirsi fermamente contrario, aveva detto che l’unico risultato sarebbe stato quello obbligare i presidenti e i consiglieri a dedicarsi al loro territorio di competenza solo nei ritagli di tempo: con ripercussioni sui servizi erogati, dalla manutenzione stradale all’assistenza sociale.

Nel caso di una città come Roma, avevano aggiunto i minisindaci, si sarebbe trattato di amministrare gratuitamente centinaia di migliaia di abitanti: il territorio del XII municipio – quello dell’Eur – per fare un esempio ha infatti più cittadini di Perugia. La loro battaglia ha trovato preziose sponde in parlamento, dove molti deputati – in un’alleanza bipartisan - hanno spinto per la cancellazione del provvedimento. Risultato raggiunto: il governo ha stabilito che nelle città con più di 250mila abitanti non saranno toccati gli stipendi di presidenti e consiglieri municipali. Marcia indietro del governo e polemica chiusa.

http://www.corriereromano.it/roma-notizie/12223/stipendi-dei-presidenti-e-consiglieri-municipali-marcia-indietro-del-governo.html

 

COSA ACCADE IN CONSIGLIO REGIONALE

Il trattamento economico dei consiglieri regionali


Il trattamento economico è corrisposto mensilmente per 12 mensilità in base alla legge regionale 2 maggio 1995, n. 19.
Le prime voci sono l'indennità di carica - quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio" – l’eventuale indennità di funzione, per le cariche ricoperte, seguono la diaria e il rimborsi spese di trasporto e le spese inerenti al rapporto con gli elettori. Completano la scheda del trattamento economico le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e assicurative.

INDENNITA’
È corrisposta in ugual misura a tutti i Consiglieri, compresi gli eventuali Assessori esterni, è calcolata in rapporto percentuale - entro il limite dell’80 per cento - sulla analoga indennità corrisposta ai Deputati e ai Senatori (indennità parlamentare). L’indennità è pari a € 4.252,35 al netto dalle quote contributive per il futuro assegno vitalizio (€ 1.594,63), per l’indennità di fine mandato (€ 59,06) e della ritenuta fiscale (€ 3.456,87).
Per i Consiglieri che in seno alla Regione svolgono particolari incarichi istituzionali, sono previste le indennità di funzione, al netto delle ritenute fiscali: Presidenti del Consiglio e della Giunta regionale € 2.311,43; Vice Presidente della Giunta € 1.783,08; Assessori e Vice Presidenti del Consiglio € 1.485,89; Presidenti dei Gruppi, Presidenti delle Commissioni consiliari e Consiglieri Segretari € 891,50 ed infine i Vice Presidenti di Commissione € 594,00.

DIARIA
In analogia con quanto previsto per Deputati e Senatori, il Consigliere regionale ha diritto alla diaria mensile, a titolo di rimborso forfetario per le giornate di seduta del Consiglio e delle Commissioni consiliari. La diaria è pari a € 3.503,11, su una base di 18 presenze mensili e viene ridotta di € 222,39  per ogni giorno di assenza del  Consigliere dalle sedute di Consiglio o Commissioni consiliari.

RIMBORSO CHILOMETRICO
I Consiglieri che risiedono a più di 15 km. dalla sede del Consiglio regionale hanno diritto ad un rimborso pari al quinto del prezzo di un litro di benzina per i chilometri percorsi in andata e ritorno, per 18 presenze mensili.
Il rimborso non compete a coloro che hanno in assegnazione una autovettura di servizio. La percorrenza, quindi e non già la distanza, deve essere dichiarata dal Consigliere, secondo il percorso più breve dal proprio domicilio sino alla sede consiliare  (Roma, via della Pisana 1301). Come per la diaria, il rimborso è ridotto di un diciottesimo per ogni giorno di assenza del Consigliere.

INDENNITA’ DI FINE MANDATO, ASSEGNO VITALIZIO E ASSICURAZIONE
Il Consigliere versa mensilmente, in un apposito capitolo del bilancio regionale, l’uno e il ventisette per cento della propria indennità lorda, rispettivamente per l’indennità di fine mandato e per l’assegno vitalizio, al termine del mandato consiliare. L’assegno vitalizio viene sospeso qualora l’ex Consigliere sia rieletto al Parlamento nazionale o Europeo ovvero ad un Consiglio regionale. Gli Assessori non componenti il Consiglio non hanno diritto né all’assegno vitalizio né all’indennità di fine mandato.
I Consiglieri possono aderire, su loro richiesta, alla polizza assicurativa per la copertura dei rischi derivanti da malattia e infortunio. Il costo a carico del Consigliere è di € 1.348,00 annui.

http://www.regione.lazio.it/consiglioweb/argomento.php?vms=185

 




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